I Origins
I Origins

“I Origins” (2014) di Mike Cahill – Recensione di Ludovica Ricceri

Settembre è, probabilmente, il mese più triste dell’anno. Il tempo sembra non passare mai e, di punto in bianco, ti ritrovi sul divano a divorare gelato. Come se il gelato fosse un modo per ricordarti che l’estate non è ancora giunta al termine.
Così, per caso, andando alla disperata ricerca di qualcosa che potesse intrattenermi, ho scoperto I Origins.
Si tratta di un film che inizialmente può sembrare banale: una meravigliosa storia d’amore tra un giovane scienziato ed una ragazzina un po’ strana, fatta di frasi sdolcinate e baci sotto le lenzuola.
Scene che abbiamo visto e rivisto e che, ormai, ci danno tedio.
Improvvisamente, però, succede qualcosa che non ti aspetti. Qualcosa che stravolge l’intera trama del film e che ti lascia a bocca aperta.
Cosa mi ha colpito di più? L’insistenza ossessiva per gli occhi umani.
Mike Cahill, il regista, ci regala queste immagini dettagliate e intense: l’occhio umano in ogni sua sfaccettatura, l’occhio umano che diventa simbolo dell’anima di ogni persona.
Ogni singola persona vivente su questo pianeta possiede due occhi unici. Dentro a questi occhi si nasconde un universo”.
Può uno scienziato dare credibilità all’anima?
Il tema principale del film, allora, non è la relazione tra i due protagonisti, la quale diventa un punto d’avvio. Tutto gira intorno al contrasto tra scienza e religione, tra scienza ed etica.
Ma questo non significa che i sentimenti vengano ridotti a mera cornice, anzi.
Vengono studiati, analizzati, mostrati in modo affascinante ma equilibrato.
Un film dal finale agrodolce, ma fortissimo. Un film che pone domande, che scatena riflessioni e strappa sorrisi.

Credo che noi due ci conosciamo da sempre, sai perché? Quando c’è stato il Big Bang tutti gli atomi dell’universo si sono uniti in un minuscolo puntino che poi è esploso. Quindi i miei atomi e i tuoi atomi erano sicuramente insieme, chissà, magari si sono uniti diverse volte negli ultimi tredici virgola sette miliardi di anni. I miei atomi conoscono i tuoi atomi, li conoscono sin dall’inizio. I miei atomi hanno sempre amato i tuoi atomi”.

Voto: ●●●○○ e mezzo


recensione di Ludovica Ricceri