la resistenza del maschio

“La resistenza del maschio” di Elisabetta Bucciarelli – Recensione di Daniele Sartini

La resistenza del maschio è un romanzo che rompe i cliché della narrazione, uscendo dagli schemi temporali e spaziali; un romanzo che fa delle distanze tra i personaggi un motore indispensabile, che mette a fuoco uno spicchio d’esistenza e lo dilata fino a stringere l’intero genere umano.
Il libro si apre con L’Uomo, un maschio senza nome perché rappresentate di un’intera categoria, che guida la propria auto nella notte milanese. Lui, professore universitario, una vita scandita da lezioni e appuntamenti, dalla misurazione accurata di tutto ciò che lo circonda, dedica sempre meno tempo al rapporto con la Moglie. Sulla loro relazione, quasi asettica, si allunga l’ingombrante presenza di un figlio mai concepito per colpa dell’avversione dell’Uomo ad aggiungere appendici alla propria vita.
Dopo aver assistito a un incidente automobilistico nella periferia di Milano, l’Uomo vedrà il proprio mondo di perfezione sgretolarsi. Sarà proprio la misteriosa figura femminile che era al volante dell’auto, e la ricerca necessaria per poterla rintracciare, a trasportarlo in una nuova dimensione dove l’improvvisazione sarà l’unica regola plausibile.
L’altro piano del romanzo si snoda in una sala d’aspetto di un ambulatorio, nel tempo di un pomeriggio, dove tre sconosciute attendono l’arrivo del medico e tessono un fitto dialogo sugli esemplari di maschi che hanno incrociato nelle loro vite. Pagina dopo pagina, le distanze fra tutti i personaggi trovano una precisa collocazione e tessono una trama che ha un’impronta cinematografica, nel senso più rappresentativo del termine, dove le descrizioni minuziose, quasi maniacali di certi dettagli, si fondono e conferiscono una fluidità palpabile alla narrazione. Il lettore viene catapultato nel baricentro del mondo raccontato. Così ci si ritrova improvvisamente seduti nella sala d’aspetto a cercare le similitudini nei racconti delle tre amiche, poi in piedi accanto al disagio della Moglie, e silenziosi a sbirciare i messaggi che l’Uomo invia di nascosto dal suo cellulare. Ci si sente al centro del romanzo, sempre.

Elisabetta Bucciarelli ha sapientemente raccontato la lotta tra i sessi, sviscerando le diverse aspettative del mondo maschile e di quello femminile. Nel suo La resistenza del maschio è riuscita a svelare i dettagli di un mondo fatto a scatole, secondo il criterio della matrioska, aprendole dalla più grande alla più piccola. Ha portato a galla sentimenti come solitudine, disagio e amarezza, ma anche l’irrefrenabile voglia di continuare ad amare che caratterizza tutti i suoi personaggi.

Voto: ●●●●○


recensione di Daniele Sartini