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“Memento” (2000) di Christopher Nolan – Articolo di Ludovica Ricceri

Memento. Ricordati.
Imperativo futuro, seconda persona singolare.
Un film impressionante, geniale, impegnativo.
È la ricostruzione di una vendetta, del dolore di un uomo che non ricorda. Non ricorda il volto di chi gli versa da bere al bar, non ricorda con chi parla al telefono, non ricorda i posti che ha visto.
In seguito ad un incidente Leonard Shelby acquisisce un disturbo della memoria a breve termine. Dimentica ogni cosa nel giro di pochi istanti, ma ciò che non dimentica è sua moglie.
Lei non c’è più e il presente è un vuoto che ricopio sui miei maledetti appunti.”
Nello stesso incidente sua moglie è stata stuprata ed uccisa. Non riesce a guarire, non riesce a salvarsi, non riesce a togliersi dalla testa l’immagine di sua moglie distesa sul pavimento del bagno, in fin di vita.
E allora si pone uno scopo, un obiettivo, qualcosa che dia un senso alla sua esistenza.
Scrive sulle polaroid, prende appunti, scrive sulla sua stessa pelle.
Il tatuaggio che ha sul petto gli ricorda che qualcuno ha ucciso sua moglie: deve trovare John G.
Riesci quasi a sentire i dettagli, quelli che non hai mai pensato di esprimere con le parole. Frammenti che si fanno sentire anche se non vorresti. Li metti insieme e trovi il sapore di una persona, e capisci quanto ti mancano; e quanto odi chi te li ha portati via.”
Il dolore di Leonard è palpabile in ogni scena. È un uomo le cui debolezze sono messe a nudo ed il suo disturbo non fa altro che contribuire. La sua memoria lo inganna durante la sua estenuante ricerca di vendetta, non può fidarsi di se stesso, non può fidarsi di nessuno. La verità per lui non esiste, è solo una sua invenzione alla quale deve affidarsi per perseguire il suo scopo.
È senza dubbio un film che necessita la massima attenzione. Basta un attimo per perdere il filo del discorso.

Ogni scena inganna lo spettatore che fino alla fine si chiede se abbia realmente capito o meno.
È un film psicologico, con tematiche forti ed immagini che a fatica ti togli dalla testa ma è anche una storia d’amore. L’urlo di un uomo disperato che non riesce a cancellare dalla sua memoria danneggiata ed inaffidabile il motivo della sua sofferenza.
Non so nemmeno da quanto tempo se n’è andata, è come se mi svegliassi nel nostro letto e lei non ci fosse, perché è andata in bagno o in cucina, ma in qualche modo so… so che nel nostro letto non tornerà più. Se riuscissi ad allungare una mano e toccare il suo lato del letto, saprei che è freddo, ma non ci riesco, so che non potrò più averla. Ma non voglio svegliarmi al mattino credendo che sia ancora qui, resto lì nel letto senza sapere da quanto tempo sono solo, e allora come posso guarire? Come posso guarire se non riesco a sentire il tempo?
Di motivi per vederlo ce ne sono tanti ma basterà dire che si tratta di un gioiello della cinematografia. Con un montaggio impeccabile e con le musiche di David Julyan, Christopher Nolan nel 2000 mette sullo schermo un film che merita assolutamente di essere guardato.


articolo di Ludovica Ricceri