Pop X

Intervista di Natan Salvemini a Pop X aka Davide Panizza

A quanto pare Lesbianitj, usando le parole di Alberto Piccinini per Rolling Stone, “comincia con la svagatezza del Soggetto già provata nell’Hegel di Battisti (“Nel cielo splende l’aeronautica/nel cuore ho l’ano di una bambola), e finisce come uno Schopenhauer caricato male su Youporn”. Per Piergiorgio Pardo su Blow Up si tratta del disco italiano dell’anno. Dice: Pop X “rovista nella spazzatura e tocca cieli con le dita confondendo il tutto in una inedita mitologia sonora: l’elettro-lounge di The Moog Cookbook, Arthur Russell, Gabry Ponte, i canti alpini, Battiato e Lalla Bitch”.

NATAN SALVEMINI: Dopo il passaggio a Bomba Dischi – etichetta discografica al momento nell’occhio del ciclone con Calcutta – la domanda viene spontanea: tu vuoi fare questo nella vita o hai anche altre mire?

DAVIDE PANIZZA: Per me poter suonare, comporre musica è un’attività irrinunciabile fin’ora ho dedicato gran parte della mia vita a fare questo, ho iniziato iscrivendomi al liceo musicale nel 1999 e da allora la musica è stata sempre con me, se ad esempio perdessi l’uso delle mani mi dispiacerebbe, insomma anche se mi si ledesse la parte del cervello che si occupa di musica mi scazzerebbe, insomma le altre mire di cui parli nn so quali potrebbero essere quindi ti rispondo che non ho altre obbiettivi particolari se non quello di realizzare il progetto divino che incombe sul mio homo, in questo progetto la musica rappresenta una grande parte.

NATAN: Niccolò Contessa de I cani e Cosmo ti hanno definito, in una recente intervista per Rockit in cui dialogavate amabilmente, un terrorista. Come se in Pop X coesistessero due nature contrapposte: quella del cantante pop perfettino e il sabotatore schizofrenico, il terrorista maniaco che rutta e invia messaggi subliminali.

Ti andrebbe di spiegarci un po’ meglio questo yin e yang nelle canzoni di Pop X e più in generale nel tuo modo di comunicare?

DAVIDE: Lo spiegherà molto bene Edoardo Camurri all’interno di un’indagine che ha condotto sul progetto Pop X, credo lo spiegherà molto bene. (ndr L’analisi di Edoardo Camurri sarà pubblicata su Linus di dicembre.)



NATAN: Non ho potuto fare a meno di notare una citazione di Dino Campana in una tua intervista su Youtube. Solitamente nelle nostre interviste andiamo alla ricerca di una componente letteraria o comunque tentiamo di rintracciare l’influenza che può avere la letteratura nella musica. Non tanto i tuoi testi, ma l’insieme delle suggestioni che si respirano nelle tue canzoni e anche il fascino lirico di certi video – mi vengono in mente “Sibillini” o “Una vita stupenda” – possono essere nati da letture, da film o altro. Tu leggi? Se sì cosa? Contemporanei o classici? Ti va di dirci qualche titolo?

DAVIDE: Io leggo l’Adige che è il quotidiano di Trento, in particolare leggo la cronaca negra. Un classico insomma.

NATAN: Interessante, e forse non è un caso, come l’uscita di Lesbianitj sia accompagnata da un videogioco distribuito ad hoc. Un’esperienza multisensoriale quindi, in perfetto stile Pop X. Non ci dimentichiamo poi che tu sei anche e soprattutto un performer. La tua sensibilità si realizza nella musica, ma sarebbe interessante capire fino a che punto puoi arrivare con la parola. So che non molto tempo fa avevi deciso di annullare il tuo rapporto con il testo nelle tue canzoni e sei uscito con un album totalmente strumentale “I belong to you (canti albanesi di Trento e Bolzano)”. Sarebbe interessante fare il percorso inverso. Quindi la domanda è d’obbligo: hai mai pensato di scrivere poesie/racconti/romanzi? O hai mai scritto qualcosa che non fosse il testo di una canzone?

DAVIDE: Non ho mai pensato di scrivere poesie né romanzi né racconti, più cresco e più mi sembra difficile scrivere e usare le parole, per non parlare delle canzoni, quando sento uno che canta mi vien da spegnere l’aparecchio trasmettitore. Parlare appunto mi risulta sempre più difficile, ad esempio in questo periodo uso il LIS il linguaggio dei segni, e anche utilizzando questo linguaggio del corpo comunque mi limito a due o tre gesti al giorno per comunicare stanchezza, fame e voglia di amore.

NATAN: Per smorzare la pesantezza della domanda precedente ci spostiamo su qualcosa di più leggero. Secondo te perché esistiamo? Credi nella vita dopo la morte? Nella medesima chiacchierata tra te, Niccolò Contessa e Cosmo tu accenni anche a periodi in Brasile presso comunità religiose. Questa domanda può collegarsi in qualche modo a queste esperienze?Lesbianitj

DAVIDE: Sta intervista con Cosimo e Niccolò la nomini troppo spesso per il mio gusto personale, nn so risponderti bello mio, ti ano.

NATAN: Per entrare meglio nel tuo pensiero e nel tuo animo (o per farci in modo ancora più brutale i fatti tuoi, vedila come preferisci) ci piacerebbe che ci raccontassi un fatto molto positivo e uno molto negativo che ti sono accaduti e che in qualche modo hanno cambiato la tua vita.

DAVIDE: Uno molto positivo quando ho scoperto di essere eterosessuale.
Uno negativo quando qualche ano dopo mi sono riscoperto transgender.

NATAN: Ora quattro domande a bruciapelo:

Se tu dovessi definire Lesbianitj con tre parole quali sarebbero?

DAVIDE: Les Bian Itj.

NATAN: Quali sono gli oggetti più belli che conservi nella tua cameretta?

DAVIDE: La mia camera è perloppiù vuota, c’è ogni anto qualche oggetto che finisce in camera da letto ma più che altro per questioni di disordine, magari una forchetta sul davanzale, un bicchiere di coca.

NATAN: Dove trovi i tuoi vestiti? A quali mercatini vai?

DAVIDE: I miei vestiti vengono dai comboniani, una volta al mese un prete della zona mi porta una cesta di vestiti da indossare obbligatoriamente in cambio di favori sissciuali.

NATAN: Ci manderesti un tuo selfie?

DAVIDE:

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